La Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva per ridurre gli ostacoli legali e amministrativi che di fatto limitano nell'Unione il completo sviluppo di un mercato interno dei servizi.
La proposta in pratica contempla quelle attività che, fornite a consumatori e imprese, interessano figure professionali come consulenti, architetti, avvocati, ingegneri, e riguardano diversi settori come quelli, tra l'altro, del commercio e della distribuzione, delle costruzioni, dei servizi ricreativi, come ad esempio le agenzie di viaggio, dei servizi tecnologici di informazione, della pubblicità, delle agenzie di collocamento, dei servizi audiovisivi e medico-sanitari, forniti personalmente o a distanza, anche tramite Internet, e costituiscono circa il 50-60% di tutta l'attività economica dell'Unione.
L'obiettivo è quello di ridurre tutti gli intralci di ordine burocratico che di fatto, a più di dieci anni dall'avvio del mercato interno europeo, impediscono una libera ed effettiva circolazione delle imprese e dei servizi su tutto il territorio, in ultima analisi quindi di aumentare le possibilità di scelta dei consumatori e degli operatori, con evidente ricaduta su innalzamento della qualità e riduzione dei prezzi.
Per questo la direttiva fissa un quadro giuridico generale che, nel rispetto e considerazione della natura delle diverse competenze, disciplina un'ampia gamma di attività e di settori e invita gli Stati membri a predisporre l'aggiornamento graduale e coordinato dei sistemi normativi nazionali in modo da creare un ambiente unico di riferimento legislativo, stimolo alla cooperazione, all'innovazione e ad una sana competitività.
Su questa base, ad esempio, gli Stati membri non potranno più condizionare l'accesso o l'esercizio di un'attività secondo criteri che direttamente o indirettamente fanno riferimento alla nazionalità o all'ubicazione delle sede sociale delle imprese; opereranno una semplificazione di tutte le complesse e tortuose procedure per autorizzazioni o concessioni di licenze; si attiveranno per la costituzione di un unico punto di contatto per ottenere tutte le informazioni necessarie all'espletamento delle formalità; limiteranno la mole di documentazione richiesta, riducendone la quantità e attivando procedure elettroniche.
La proposta è stata presentata per l'adozione al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri dell'UE.